Salerno di notte

Salerno di notte
SALERNO SENSACIONAL

lunedì 26 giugno 2017

LA MADONNA DELLA NDRANGHETA!



Lo so, è difficile da credere, ma esiste una madonna della 'ndrangheta!

Non che la venerabile risulti mai stata direttamente affiliata a una banda criminale o che abbia mai impugnato una lupara. Ciononostante, sembra sia stata scelta come protettrice proprio dai delinquenti di una certa zona della Calabria.

E’ conosciuta anche come:  “Madonna della Montagna.” Il luogo in cui sorge la chiesa a lei dedicata è Polsi, una frazione del comune di San Luca, nel bel mezzo dell'Aspromonte. 

I malavitosi delle cosche locali le sono molto affezionati. Il 2 settembre si celebra la sua festa e sul sagrato c'è la curiosa tradizione di sparare in aria colpi di pistola. Tradizione molto difficile da estirpare.


Fino a pochi anni fa era considerato del tutto normale presentarsi armati anche all'interno della suddetta chiesa durante la messe.

Magistrati ed esperti di 'ndrangheta sono pronti a giurare che proprio nel giorno della festa, il santuario ospita spesso riunioni in cui i capimafia prendono decisioni importantissime, creano nuove alleanze, e accolgono i nuovi membri.

Quelli che contano in questa organizzazione criminale si ritrovano annualmente tutti lì. Esiste un legame molto forte tra la malavita e la cosiddetta madonna della montagna di Polsi. 
In loco sono custodite  le "Dodici Tavole della ndrangheta", cioè le regole sacre che ogni affiliato, pena la morte, deve sempre rispettare.

ODORI DA PODIO!


Si fanno classifiche di ogni cosa. E qualcuno ha pensato di fare una classifica degli odori più buoni. Lasciamo libero sfogo alla fantasia e vediamo cosa ha scritto.



Come si fa con le Classifiche serie cominceremo dalla fine e quindi dal decimo posto. Gli odori, secondo lui migliori, sarebbero:

10) -        L'odore della Benzina_
9) -          Dei Fumetti degli anni 70’_
8) -          Il Borotalco_
7)-           Il Soffritto di Cipolle_
6)-           L’Erba appena Tagliata_
5)-           Il Mare in Tempesta_
4)-           I Biscotti in Forno_

Attenzione al Podio…

3)-            Il Caffè appena Macinato_
2)-            La Legna che Brucia_
1)-            L’odore della propria Donna_

Su alcune cose condivido pienamente. Voi quali odori aggiungereste o togliereste da questa Classifica?

domenica 25 giugno 2017

IL RISO ABBONDA!


Mi è stato chiesto perché faccio spesso riferimento al blog di cucina: "Briciole di Dolcezza."

Semplice! La Blogger è mia Moglie, e anche io devo mangiare.

Vi piace il riso? Guardatevi alcune ricette interessanti.




Per informazioni, procedimenti ed altro vi rimandiamo al nostro blog preferito:

giovedì 22 giugno 2017

LA SALERNO CHE FU (113)


Io non ho vissuto l’età del fascismo e la conseguente guerra, ma mi sono informato molto sull'epoca. Naturalmente quello che succedeva nella Salerno che fu, al tempo del fascismo, succedeva nell'Italia intera.
…………………………

Il Cinema, come era normale avvenisse, piano, piano, cominciò a sfidare le iniziali diffidenze.

Mussolini tentò anche di usarlo come un’«Arma Formidabile» per la formazione culturale e politica del popolo. Impegnò allo scopo ingenti capitali nella promozione dell’industria Cinematografica, ma con scarsi risultati per la propaganda.



Si andava al Cinema, di quando in quando, scegliendo oculatamente (due o tre lire di biglietto a testa,) film adatti ai figli o di puro divertimento.

Più suscettibili al fascino della propaganda potevano essere le platee periferiche, ma valeva la pena al tempo in cui il regime aveva già ottenuto il massimo dei consensi , dedicare i capitali di stato per migliorare le serate dei poveri Italiani? 

Forse sarebbe stato meglio limitarsi a controllare che i Film in programmazione non disturbassero i principi del fascismo.

Nella sostanza, l’Arma Formidabile pensata dal duce, si ridusse all'imposizione del cinegiornale Luce in coda ai Film. Un quarto d’ora di cronache esaltanti ed esaltate sulle iniziative del regime, le inaugurazioni, le esercitazioni militari, le trionfali uscite del duce e poco più.

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/06/la-salerno-che-fu-112.html



martedì 20 giugno 2017

SIAMO COME I CAMMELLI_


Un Mercante di Cammelli viaggia con i suoi uomini attraverso il deserto del Sahara. Il gruppo monta le tende per la notte, e pianta dei pali nel terreno per legarci i Cammelli. Poi vanno dal Mercante e gli dicono: 
<< Ci sono solo diciannove pali e venti Cammelli. come facciamo a legare l’ultimo? >>

Il Mercante risponde in questa maniera: 
<< I Cammelli sono animali stupidi. Fate finta di legarlo, e lui starà fermo tutta la notte. >>

 Così fanno, e il Cammello rimane lì, immobile tutta la notte. Il mattino dopo, smontate le tende, gli uomini vanno ancora dal Mercante perché tutti i cammelli li seguono tranne quello che era stato legato per finta, che rifiuta categoricamente di muoversi.

Allora il Mercante dice:
<< Vi siete dimenticati di slegarlo. >>
Fingono di slegarlo e il Cammello riparte.



Questa storia dimostra la reale condizione della razza umana. Abbiamo paura di cose che non ci sono. Siamo legati a cose che non esistono. Illusioni, menzogne,  false credenze. La gente soffre perché è convinta che la Felicità dipende dall'avere, dal possedere, ma non è così, e non vuole capirlo.

Eppure Cristo lo ha insegnato chiaramente duemila anni fa, e lo ripete di continuo nelle immortali pagine di un Libro molto antico:
<< Tenete l’occhio semplice, anche quando una persona ha abbondanza, la sua vita non dipende dalle cose che possiede! >>

lunedì 19 giugno 2017

MEDICI AL CINEMA_


Un Medico molto indeciso sulle terapie: 
 “ Il Dottor Divago! “
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Quando hai il Colon irritato:
  “ Oggi le Coliche! “
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Una brutta Frattura: 
“ Osso e Mezzo! “
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Problema della diminuzione delle Nascite:
  “ Quando la Doglia e in Vacanza! “
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Alle Cure Termali: 
“ L’ultimo Fango a Parigi! “

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Una Buona Traspirazione: 
“ Il Comune Senso Del Sudore! “




Un Dentista Molto Preparato:
  “ Conoscenza Cariale! “

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Un Pediatra Giocherellone:
“ Balla coi Pupi! “

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Cardiochirurgia pericolosa:
“ Non Aprite Quella Aorta! “

………………………….

Un Malato Molto Delicato:
“ L’infermo Di Cristallo! “

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Una Rianimazione Riuscita:
  “ Arrivederci  Coma! “

…………………………..

Ci vorrebbe un Buon Logopedista:  
“ Il Medico della Muta! “

domenica 18 giugno 2017

L’INTERVISTA: LA RELIGIONE DI QUELO! (3)


La Ricerca di nuove forme di Spiritualità, evidente ai giorni nostri, ha fatto in modo che anche comici contemporanei abbiano esplorato e saccheggiato la materia. Vi riporto alla memoria, per qualcuno potrebbe essere una piacevole scoperta, l’interpretazione di Corrado Guzzanti e la sua “Religione di Quèlo”

Gli esecutori dello sketch erano due, Guzzanti faceva la parte del “Messia” Portatore della nuova Religione. E poi c’era un intervistatore che poneva delle domande.

……………………………

Quèlo: Buonasera, volevo dire al Mondo e a tutti gli amici di Internet che nel mondo c’è grossa grisi,  c’è molto egoismo, qua la gente non sa più quanto stiamo andanto, la gente non sa piu…

Interv: Buona sera, scusi se l’ho interrotta…ma qua non facciamo che ricevere telefonate, la gente vuole sapere…

Quèlo: La gente deve credere in qualcosa…

Interv: Si! E vuole sapere chi è lei.

Quèlo: Io sono un Messia e porto la parola…

Interv: La parola di chi?

Quèlo: La parola di Quèlo.

Interv:      La gente vorrebbe saperne di più su questa nuova religione…E prevista una Reincarnazione? C’è un Paradiso?

Quèlo: La seconda che hai detto…  C’è una specie di paradiso (scrive)  << una specie…>>

Interv: Ha c’è un paradiso quindi, non una seconda vita…

Quèlo: La seconda che hai detto…  Una seconda vita…  (scrive)  << una seconda…>>

Interv: Prima ha detto un paradiso, lei si contraddice…



Quèlo: Tu come la vedi?

Interv: E lei che ci deve dire. Lei è un messia…

Quèlo: E paradiso! ( cancella seconda vita e riscrive paradiso…)

Interv: Si, ma almeno ci dovrebbe dire com’e questo paradiso?

Quèlo: Paradiso è che prima eri così… e poi ti trovi in un posto in cui si sistema tutto bene…

Interv: Questo è il paradiso in generale, io intendevo com’è il paradiso di Quèlo.

Quèlo: Tu come lo vedi?

Interv: Io ho pensato sempre ad una grande luce bianca…

Quèlo: Ecco sai cosa c’è adesso? Una grande luce bianca. (Scrive),  << una grande luce…>>

Interv: Ma che fa? Scrive quello che le dico io? Mi sembra che lei sta un poco in crisi in questo momento…

Quèlo: Ma guarda che te c’hai grande crisi. Tu non sai più quanto stai antando su questa tèra… non sai più quanto stai facendo sempre su questa tèra... Ci hai molto egoismo, ci hai molta violenza!

BRICIOLE D’ESTATE 2016! (7)


Il caldo, le zanzare. Qualche problema in estate pure c’è, ma poi capitano quelle giornate speciali, con un poco di fresco e qualche spettacolo aggratis…


LO SCHIACCIANOCI!


  E così ti dimentichi, almeno per qualche ora, dei guai, delle preoccupazioni e delle ansietà della tua vita. I tuoi pensieri iniziano a modificarsi e può anche succederti di cominciare addirittura a pensare che, forse nella tua vita:


“ Il meglio deve ancora venire! “



giovedì 15 giugno 2017

LA SALERNO CHE FU' (112)


Agli inizi degli anni 60’ tutti i bambini, anche quelli di Salerno, attendevano con trepidazione la TV dei ragazzi e i telefilm, specialmente quelli avventurosi, tipo “Zorro”, “Robin Hood”, e “Ivanhoe”, il cavaliere senza macchia e senza paura, tutto vestito di bianco (bianco anche il cavallo), interpretato da un giovanissimo e angelico Roger Moore.

E la sera c'era una nuova serie di telefilm destinata ad entrare nel mito: “ Perry Mason!” 
Raymond Burr, che interpretava il ruolo dell'avvocato era Americano, come lo erano tutti i grandi attori del cinema, da Humphrey Bogart a Gary Cooper, da Kirk Douglas a Henry Fonda, da Spencer Tracy a James Stewart, da Elizabeth Taylor a Rita Hayworth. 

Con Perry Mason entrarono nelle case di milioni di Italiani termini come:
 « Procuratore distrettuale », « Avvocato del diavolo » e « Corte federale », che prima d'allora, conoscevano solo i laureati in Giurisprudenza. 



Alcune donzelle  si innamorarono pazzamente dell'investigatore Paul Drake, un marcantonio biondo di due metri, destinato a morte prematura. 

Nonostante che nel 1960 i possessori di un televisore fossero soltanto un milione e mezzo, il giorno seguente a trasmissioni come 
 "Campanile sera", "Il Musichiere" o "Lascia o Raddoppia", tutti parlavano di questo o di quel concorrente, del tale presentatore o della valletta, dell'ospite d'onore o della vincita favolosa. Questo si spiega col fatto che erano istallati apparecchi televisivi ovunque, nelle piazze, nei bar e nei ristoranti.

Per attirare gente i locali mettevano cartelli in vetrina con su scritto: « Sala con Televisore. » 
Soprattutto il sabato sera la TV aveva la meglio su tutto, cinema, teatro, e anche sulle semplici passeggiate.

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/06/la-salerno-che-fu-109.html

martedì 13 giugno 2017

LE VARIE ETA’ DELL’UOMO_


E c’è chi ha il coraggio di criticare i Genitori perché insegnano la parola di Dio ai Figli! Secondo il loro  illuminato pensiero, i Genitori dovrebbero preoccuparsi delle cose materiali e della salute del Figlio, ma lasciare l’insegnamento religioso alla scuola, alla chiesa, al caso. 

I risultati di questa modo di pensare sono sotto gli occhi di tutti. Cosa sanno i ragazzi di Dio e della Bibbia? Alcuni anni fa un maestro, in provincia di Napoli, raccolse in un libro alcuni temi redatti da bambini, anche su temi religiosi. Sicuramente è solo la punta dell’iceberg, ma siamo sicuri che si tratti solo di una minoranza?

TEMA: PARLA DELLE VARIE ETA’ DELL’ UOMO! 

La vita dell'uomo comincia nascendo e finisce morendo. Nei primi momenti della vita l'essere umano si chiama neonato, negli ultimi dovrebbe chiamarsi premorto, invece per educazione lo chiamano ancora vecchio.

Noi non conosciamo ancora bene la causa del pianto dei neonati, che può essere perché hanno fame, hanno sete, devono fare la pipì o perché si
devono grattare la schiena posteriore. Io da piccolo piangevo sempre e a volte diventavo viola dal lagno.


L'infanzia parte dai quattro anni e arriva ai sei quando comincia la scuola che li porta avanti fino alla quinta elementare, anno in cui comincia
l'adolescenza. L'infanzia è un periodo molto burrascoso della vita, bisogna scansare
parecchie malattie infettive come il morbillo e gli orecchioni. Inoltre nell'infanzia c'è pure molta presenza di pidocchi in giro.

L'adolescenza è la seconda epoca dello sviluppo umano. Il corpo cambia di statura e intensità. A scuola si va dalla prima media alla terza media. Un mio amico è diventato però adolescente alle elementari perché ha ripetuto tre volte.

La giovinezza per me è il livello più bello della vita umana. Essa corrisponde alla primavera in estate e con questo ho detto tutto. Nella maturità cominciano i pensieri, certe volte si è stanchi pure di parlare. Mio padre ha la maturità e sta sempre accasciato. Mia madre pure ha la maturità, ma si vede meno perché sta in casa.

Infine c'è la vecchiaia che è proprio una cosa bruttissima, pessima: forse è la vendetta del Diavolo perché Dio ci ha creati. I vecchi li chiamano anziani, ma è solo per addolcirli, perché sono vecchi e basta. 

Il mondo però è popolato soprattutto da «medi» che non sanno niente dell'infanzia e non vogliono sapere niente della vecchiaia. Io vorrei sapere il Padreterno che ci ha creato a fare a noi esseri umani, se alla fine dobbiamo diventare vecchi e morire. A me piace molto parlare con gli anziani perché ti lasciano dire ciò che vuoi e per paura che te ne vai ti fanno parlare senza interromperti mai.

IL VOCABOLARIO DI TEX WILLER!


L'espressione tipica di Tex Willer è senz'altro:
  << Peste! >>
La usa, in genere, quando una pallottola lo sfiora o gli abbatte il cavallo. 

Un’altra espressione da lui molto usata è:
  << Fiamme d'inferno! >>  
Specialmente nelle situazioni di grande pericolo. 

Il Ranger ha però tutta una serie di pittoreschi insulti per i nemici: 
<< Figlio di centomila vermi! >>  O in alternativa,
<< Figlio di centomila Puzzole! >>  



E poi? << Scarto di verme! >> - << Lurido serpente! >> 

E quando è proprio arrabbiatissimo?
 << Testa di vitello! >> -  << Beccaccione! >> 
 << Sottospecie di gallinaccio! >> -  << Impudente cialtrone! >> 

Quando invece è mediamente alterato:
  << Mammola! >> 

Quando sta pestando qualcuno che sviene a ogni colpo ricevuto: << Giuggiola! >>

Un tipo di giovanotto molto fine e raffinato!

Per altri post sul nostro "Eroe":
http://rideresalerno.blogspot.it/2016/06/i-misteri-di-tex-willer-2.html

lunedì 12 giugno 2017

LA CUOCA PASTICCIONA_


Non vogliamo responsabilità. Quindi avvertiamo gli Internettisti che la visione di questi video è altamente sconsigliata per gli affetti da Diabete, per chi ha problemi di Colesterolo, o per i diversamente Magri.

Per il resto della popolazione mondiale siamo lieti di presentare:
LA CUOCA PASTICCIONA_



L’invito è sempre lo stesso. Perché soffrire inutilmente? Collegatevi al Blog giusto:
http://www.bricioledidolcezza.ifood.it/


martedì 6 giugno 2017

LA SALERNO CHE FU (111)


Mio Padre se ne è andato solo da qualche anno! Come quasi sempre capita, negli ultimi anni della sua vita, siamo riusciti a recuperare un normale rapporto. Col passare del tempo e la vecchiaia, dicono che capita a molti, sembrava molto più tranquillo che da giovane.  

Anche i ricordi di episodi che una volta mi portavano ad avere un poco di risentimento si sono attenuati. Riesco a ricordarli  ancora ma in una luce diversa.

Il carattere era sicuramente difficile! Ma lo sapeva anche lui. Ricordo che quando stava arrabbiato ripeteva spesso di lasciarlo stare perché lui era pazzo. Non lo so se era un suo modo di dire o ci credesse veramente. Altre volte diceva di lasciarlo stare in pace perché quando stava nervoso:
 << Sto i e a segg e num me trov”!  >> 
(Sono da solo con una sedia e non mi trovo, non sto bene!)

Sempre rimanendo nel suo modo di essere incoraggiante e formativo con i suoi figli, ricordo
qualcosa che ripeteva in continuazione a mio fratello Lino! Lui da ragazzino era molto vivace e soprattutto chiacchierone. Quando mio padre si scocciava di sentirlo gli diceva:
<<Nu sai nient, nu si nisciun e stai semp miezz! >> 
( Non sai niente, non sei nessuno e stai sempre a parlare! )

Quando, secondo lui, qualcuno non stava ragionando correttamente, aveva anche questo coraggio, giudicare gli altri se ragionavano bene o no, usava spesso questa espressione:
<< Tu si cretin e mo te spieg io o’ pecchè! >>  
(Tu sei cretino e io adesso ti spiego perché lo sei!)



E cominciava un suo astruso e personale ragionamento. Se l’interlocutore si arrendeva e se ne stava zitto, dopo qualche minuto, può darsi, finiva la sua arringa. Se invece si permetteva di difendere il suo modo di vedere la cosa in questione, mio Padre normalmente, non avendo altri argomenti con cui controbattere, alzava la voce e lo riempiva di parolacce irripetibili. 

Una volta si mise a parlare delle trasfusioni di sangue. Mio Padre assolutamente a favore, io conoscendo anche i rischi delle trasfusioni, nettamente contrario. 
Ad un certo punto affermò convinto:
<< Tu sei cretino e adesso ti dico il perché! Ogni qualvolta qualcuno perde anche una sola goccia di sangue, c’è bisogno che un’altra persona gli dia questa goccia che ha perso! >>

<< Papà! Ma ragiona! >> Gli risposi. 
<< Se una persona perde una goccia di sangue e ha bisogno di un’altra persona per riaverla, poi a sua volta questa persona che l’ha donata, ha bisogno di un altro  per riaverla e così all'infinito... Praticamente se una persona perde una goccia di sangue verrebbe coinvolta tutta l’umanità!  >>

Mio Padre mi guardò disgustato e mi sommerse di parolacce!

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-salerno-che-fu-108.html

lunedì 5 giugno 2017

LA RICERCA DELLA FELICITA’ (36)


Alcuni credono che la Felicità dipende dalla realizzazione nella vita dei propri desideri. Non è cosi. Ci sono desideri giusti e desideri sbagliati. Se andiamo a realizzare desideri errati avremo, forse, qualche forma di piacere, ma poca Felicità.

Allora andiamo un poco a definire come siamo fatti noi esseri umani. Abbiamo un cervello in cui si affollano in continuazione una marea di pensieri. Ad alcuni di questi corrispondono dei desideri. 

Abbiamo dei bisogni da soddisfare, è solo naturale desiderare di farlo. La nostra speranza è stare bene, provare sempre forme diverse di piacere, divertirci. Quindi desideriamo cose che, pensiamo ci daranno gratificazione, ci faranno stare meglio e provare piacere. 

I piaceri della vita sono tanti e diversi, ma non durano molto tempo. Quello che dura di più è ciò che rimane quando il piacere è passato, cioè la Soddisfazione. 



Quindi la strada della Felicità passa attraverso binari diversi. All'inizio ci sono i desideri, quindi il piacere che traiamo dalla realizzazione di questi desideri, e infine la soddisfazione.

La cosa che sembra avere più relazione con la Felicità non è la realizzazione dei  desideri e il piacere che ne consegue, ma il sentirsi soddisfatti della vita che facciamo in  generale.

Infatti quando nella Bibbia si parla dei servitori di Dio dell’antichità, di molti di essi si dice che,  morirono sazi, cioè, soddisfatti della vita che avevano avuto.

Per chi ama questo tipo di Argomenti:
http://rideresalerno.blogspot.it/2016/04/la-ricerca-della-felicita-35.html

UNA FIGLIA IN SIBERIA!


A volte i figli si comportano in maniera ribelle, però i genitori di Sofia Petrova, una ragazzina di origini Russe hanno escogitato una punizione che supera quelle normalmente inflitte ai figli disobbedienti: la hanno esiliata in Siberia, impedendole di tornare negli Stati Uniti.

Quando la ragazza aveva quindici anni, i suoi genitori (o meglio, la madre e il suo nuovo compagno) erano stanchi del suo comportamento: Sofia spesso saltava la scuola, si allontanava di casa giorni interi senza avvertire, e aveva rubacchiato anche dei soldi. Così hanno detto a Sofia che avrebbe fatto una vacanza di tre settimane in Siberia, per passare un po’ di tempo col suo padre biologico. 


Una volta giunta a destinazione, la brutta sorpresa: non c’era nessun biglietto di ritorno. E dato che Sofia è nata in Siberia e ha cittadinanza Russa, non può rientrare negli Stati Uniti senza l’autorizzazione della madre, che naturalmente preferisce rimanga dove l'ha mandata.

Inutili le suppliche della ragazza, le sue scuse non sono state accettate dalla madre e dal patrigno, che si sono rifiutati di farla tornare in America. 

Sofia comunque recentemente ha raccontato di avere rinunciato a riconciliarsi con la madre. 
<< Non è più parte della mia vita! >>  

Il suo desiderio rimane quello di riuscire un giorno a tornare negli Stati Uniti, per ricongiungersi almeno con la sorella.

Quando si dice come disciplinare i figli ribelli_

domenica 4 giugno 2017

BLOGGER IN VACANZA!


Anche una Chef-Blogger, ha diritto a qualche giorno di vacanza. Per ricaricare le batterie si ha bisogno di ritrovare il contatto con la natura. 
Ma cosa cucina una Chef-Blogger in vacanza?



Naturalmente appena ritornata a casa, avendo trovato nuove fonti di ispirazione, la Chef ha ripreso a cucinare!


FRITTELLE SOFFICI DI FIORI DI ACACIA_


Senza farmi pregare vi allego il link:
http://www.bricioledidolcezza.ifood.it/frittelle-soffici-di-fiori-di-acacia/

giovedì 1 giugno 2017

LA SALERNO CHE FU (110)


Naturalmente io non ho vissuto l’età del fascismo e la conseguente guerra, ma mi sono informato molto sul periodo. Naturalmente quello che succedeva nella Salerno che fu, all’epoca del fascismo, succedeva nell’Italia intera.

………………………

Per quasi un decennio, il primo dell’era fascista, i proprietari dei Cinematografi  ebbero fama poco migliore di quella di chi gestiva una casa di prostituzione. Non certo per la qualità degli spettacoli, a cui quasi nessuno badava, quanto per il buio della sala. 

Una folla che entrava in una sala per sprofondare nell'oscurità, secondo la morale comune, aveva di sicuro fini sordidi: il palpeggio, il borseggio e affini.



La resistenza della piccola borghesia al cinematografo fu cocciuta e vigorosamente sostenuta dalla morale corrente. I ragazzi dovevano andarci di nascosto, le ragazze mai. Gli adulti si vergognavano. E la popolazione del cinema, per lungo tempo, fu tartassata dalle maschere e dagli stessi proprietari, i quali finivano per pensarla alla stessa maniera.

Non ci si poteva fidare di chi entrava, soprattutto se giovane, ecco i controlli a ripetizione dei biglietti, e i poveracci presi per un orecchio e trascinati in strada a calci da energumeni, in divisa quasi da circo, che funzionavano da maschere.

Era proibito assistere a un film più di una volta,  i buttafuori entravano in sala e sgomberavano posti secondo il loro umore: 
« Fuori! Lei è qui già da due ore, mi ricordo. »

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-salerno-che-fu-107_24.html

mercoledì 31 maggio 2017

SOLE PIZZA E…


La Chef di cui vi parlo sempre è anche un'esperta Pizzaiola. Non so dove ha imparato l'arte. Da quel che so non ha fatto corsi, scuole e varie, ma indubbiamente ha talento.

 
Mi è stato anche chiesto perché faccio spesso riferimento al blog di cucina: "Briciole di Dolcezza."

Semplice! La Blogger è mia Moglie, e anche io devo mangiare.

Per informazioni, procedimenti ed altro vi rimandiamo al nostro blog preferito:
http://www.bricioledidolcezza.ifood.it/

martedì 30 maggio 2017

COSE DA NON DIRE!


Nella prima pagina del Manuale delle cose da non dire a una persona  Depressa, sono riportate due frasi fondamentali da evitare:

1)- « Non hai nessun motivo per stare giù! » 

2)- « Ricordati che ci sono tante persone che stanno peggio di te! »

Dire queste cose a un Depresso è veramente deprimente.

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Naturalmente esistono altre frasi controproducenti e rigorosamente vietate:

« Non piangerti addosso, reagisci! »

« Le giornate storte capitano a tutti! »

« Buttati nel lavoro! »



« Secondo me lo fai solo per attirare l’attenzione! »

« Alla tua età dovresti goderti la vita e basta! »

« Devi pregare di più, affidarti a Dio! »

« Devi trovarti un nuovo hobby! »

« Aiuta chi ha più bisogno di te e vedrai che smetti di lamentarti! »

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Li volete proprio Fare impazzire? 

« E se ti capitasse qualcosa di veramente grave, che cosa faresti? »

« Facendo così, fai male a chi ti sta intorno! »


lunedì 29 maggio 2017

LA NAPOLI CHE FU’ (13)


Il Dialetto Napoletano ha mille sfumature. Abbiamo preso in considerazione la parola “Testa” in Dialetto Napoletano, “Capa!”
Altri modi di dire in relazione a questa parola sono questi.

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“ Tené a Capa a vuoto a perdere “ (ad litteram avere la testa senza resa, come le bottiglie di Birra da 66 cl, che si usavano per fare le bottiglie di pomodori.) 
Significa Testa vuota, nessun processo cognitivo in atto. Scemenza assoluta. Ma stavolta l'iperbole è fantastica; il detto, molto diffuso a Napoli, prende a prestito la vecchia prassi di rendere i vuoti delle bottiglie (di latte, di acqua minerale) per poterli riutilizzare. In questo caso la Capa-Testa non serve nemmeno a questo; non è nemmeno riutilizzabile, un caso disperato.



“ Tené a Capa e merd “ (letteralmente avere la testa piena di escrementi). 
Nel senso di persona distratta, che dimentica le cose, ma non per cattiveria, bensì per sbadataggine, per superficialità.
 Mio padre diceva che gli hippies, i figli dei fiori e i capelloni, avevano la Capa di merda, erano cioè vuoti, negligenti, inutili.

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Per chi ama le storie della Napoli che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-napoli-che-fu-12.html

sabato 27 maggio 2017

MARY E MONTI_


Ridere è bello! Ridere fa bene! C’è chi afferma che è più facile far piangere che far ridere! Alcuni per far ridere, a volte sono pagati per questo, ricorrono al linguaggio scurrile, e perlopiù a situazioni sessuali imbarazzanti. 

Poi c'è a chi piace ridere alle spalle degli altri! Non è ne etico, ne necessario. Non è più bello ridere di noi stessi? Per sentirci bene non è necessario offendere le altre persone! 

Il mio pensiero è, che si può ridere con poco, non ci vuole molto, zero euro. Una bella giornata di sole, passeggiare insieme alle persone che amiamo.

Inventarci qualcosa, che ci vuole? Un poco di spensieratezza. Che ci guadagniamo a lamentarci sempre? Stacchiamoci dalle macchine, dal telegiornale, dalle cattive notizie giornaliere, e usciamo, c'è un mondo che ci aspetta.

E intanto gustiamoci come aperitivo questo Video:



Per altri Video guardatevi nel Blog:
  I Video di Ridere Salerno!

mercoledì 24 maggio 2017

LA SALERNO CHE FU (109)


Per molti anni, nella Salerno che fu, per tenere i collegamenti con il mondo esterno si usava:
 " Il PANIERE! ”

Ecco come ne scriveva Riccardo Pazzaglia qualche decennio fa.

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Il Paniere era un cesto con i bordi abbastanza alti. Aveva un manico e a questo era legata una lunghissima corda. A volte questa corda era lunga quanto un altissimo caseggiato.

Era fatto per essere calato. Aspettava, con la lunga corda arrotolata sul fondo, in un angolo del balcone, sulle loggette o sotto le persiane delle finestre. I Panieri venivano giù, rapidi, la mattina presto, quando passava il giornalaio, il carrettino del lattaio, l'uomo della ricottella, l'uomo delle « cèveze », grandi more, impregnate di succo sanguigno. 

Uniti fraternamente, in quel silenzioso ascensore tirato a larghe bracciate, salivano verso le stanze ancora addormentate le copie fresche d'inchiostro de II Mattino e le foglie piene di « cèveze », la bottiglia del latte e, d'inverno, i coppi gonfi di umide castagne bollenti, le «allesse». I coppi erano confezionati arrotolando pagine di libri settecenteschi, di antichi registri del tribunale, di romanzi dell'Ottocento stampati nell'Ottocento.
Invece di pensare che da quelle venerande pagine sarebbero potuti venir fuori i microbi che mi avrebbero ucciso, io le aprivo con cura e provavo a decifrarle con la curiosità di un antico monaco benedettino.



Più tardi il Paniere scendeva e risaliva con il pacco dei vermicelli, le olive di Gaeta, il baccalà e il buattone, cioè la conserva di pomodoro. 

Nella salita delle due, invece, a far compagnia alla copia del Roma, c'era, d'estate, il piatto con due soldi di ghiaccio, che sarebbe servito a rendere gelato il vino e a rinfrescare la frutta.

L'ultima ascensione serale portava su le fave fresche, appena colte negli orti del Vomero o di Capodimonte, oppure un cocomero immodestamente esaltato dai mellonari, che si fermavano con i loro carretti uno accanto all'altro e si sfidavano a chi li aveva più rossi.

Il Paniere serviva anche a portare un biglietto sul quale veniva scritta qualche comunicazione che proprio non si poteva gridare dal basso. 

Quando non esisteva ancora il  Telefono, il sistema di comunicazione a distanza era: IL PANIERE!

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-salerno-che-fu-106_17.html

LE TUE IDEE PER AIUTARE IL MONDO!


E c’è chi ha il coraggio di criticare i Genitori perché insegnano la parola di Dio ai figli! Secondo il loro  illuminato pensiero, i Genitori dovrebbero preoccuparsi delle cose materiali e della salute del figlio, ma lasciare l’insegnamento religioso alla scuola, alla chiesa, al caso. I risultati di questa modo di pensare sono sotto gli occhi di tutti. 

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Cosa sanno i ragazzi di Dio e della Bibbia? Alcuni anni fa un maestro delle elementari, in provincia di Napoli, raccolse in un libro alcuni temi redatti da bambini su temi religiosi. Sicuramente è solo la punta dell’iceberg, ma siamo sicuri che si tratti solo di una minoranza?


TEMA: LE TUE IDEE PER AIUTARE IL MONDO!

Per aiutare il mondo io ho moltissime idee, basta che il Signore mi sente. Per prima cosa penserei a Napoli che siamo stufi di come è conciata, specialmente Chiaiano dove abito io. 
Direi al Signore: « Per favore guarda un po' come stiamo combinati mettici una mano tu. »

Poi gli direi, sempre al Signore, di cacciar via tutti i camorristi, specialmente quelli che uccidono o entrano la notte dentro le case con la bomboletta di spray, spruzzano e ci finiscono di addormentare. Come è capitato a mio cugino che si sono presi tutto dalla cristalliera e meno male che il grosso dei soldi lo teneva nascosto dove sappiamo noi. 

E vorrei pure chiedere che non ci stesse più quel traffico da pazzi specialmente il sabato e la domenica. Per la mia scuola vorrei un campo da gioco e una palestra, e più educazione. E vorrei fare una colletta per i bambini poveri del mondo.

In verità, per dirla tutta, non mancherebbero neanche i buoni propositi!

martedì 23 maggio 2017

ALCUNE STRANEZZE DELLA VITA!


Ormai sono tante le Donne che, camminando per strada, estraggono dalla borsa bottigliette d’acqua e bevono, non perché hanno sete, ma perché hanno deciso che devono berne una certa quantità di litri al giorno.

 Questa cosa all'inizio era un impegno, poi è diventata consuetudine, e adesso tirano fuori bottigliette d’acqua e bevono a gogò, che neanche un cammello. E’ diventata per loro una cosa naturale.

Qualcuna tiene la bottiglietta in mano per tutto il giorno. Io qualche anno fa avevo un’amica che ogni volta si trovava dalle parti di casa mia mi bussava. Aveva bisogno di bere. La dico tutta, avrei preferito fosse una di quelle con la bottiglietta.



Quando mi hanno parlato dell’esistenza di un Club esclusivo frequentato dagli amanti di Totò, non mi sono sorpreso molto. Quello che mi ha sconcertato è stato conoscere il modo in cui si poteva entrare a farne parte. Era necessario rispondere ad una domanda preliminare. La cosa poteva non incuriosirmi? La domanda che valeva l’iscrizione al club era la seguente:
 Qual è il nome della ditta delle nuove macchine della tipografia di Peppino De Filippo, nel film  “La banda degli onesti? “

Non sapete la risposta?  “Bordini e Stocchetti” di Torino. Esiste veramente una "Bordini e Stocchetti" Macchine Tipografiche Torino.

Quando si dice: Pubblicità occulta! 

venerdì 19 maggio 2017

VISIONI SCONSIGLIATE! (7)


Non vogliamo responsabilità. Quindi avvertiamo gli Internettisti che la visione di questi video è altamente sconsigliata per gli affetti da Diabete, per chi ha problemi di Colesterolo, o per i diversamente Magri.

Per il resto della popolazione mondiale siamo lieti di presentare:


LIEVITASHOW
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L’invito è sempre lo stesso. Perché soffrire inutilmente? Collegatevi al Blog giusto:
http://blog.cookaround.com/bricioledidolcezza/

mercoledì 17 maggio 2017

La SALERNO CHE FU (108)


Sono sempre stato contrario alle cose che vengono fatte una volta all'anno.

Di fronte al negozio di fiori di mio padre, nella Salerno che fu, si metteva sempre un extracomunitario, a cercare l’elemosina alle auto che si fermavano al semaforo.

Era da poco emigrato in Italia. Conosceva pochissimo la lingua e naturalmente i suoi ricavi erano molto miseri, sicuramente da fame. 



Un giorno gli capitò qualcosa d’inaspettato. Normalmente gli automobilisti cercavano di scansarlo in tutte le maniere. Quel giorno quasi tutti si fermavano di proposito a dargli qualcosa. Addirittura se il semaforo era verde accostavano lo stesso e lo chiamavano per dargli qualche spicciolo. Chissà cosa avrà pensato l’uomo quel giorno!

Avrà visto il suo futuro più sostenibile. Avrà ritrovato la fiducia nella gente. Chissà cosa ha detto alla moglie e ai figli  una volta tornato nella sua povera baracca! 

Cosa poteva sapeva il povero uomo della nostra religione, delle nostre tradizioni. Era il giorno della Pasqua e la gente si comportava così. Faceva proprio quello che evitava di fare tutti gli altri giorni dell’anno, fermarsi e dargli qualche spicciolo.

Non immaginava, il meschino, che il giorno dopo sarebbe tutto ritornato come prima!

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-salerno-che-fu-107.html

lunedì 15 maggio 2017

CORRERE FA BENE, PERO’…


Andare a correre fa bene sicuramente. I motivi per cui tante persone seguono questa pratica sono tanti: 
Per sentirsi liberi? Per dormire meglio?
Per vivere più a lungo? Per superare i propri limiti? Per stare all'aperto? Per stare soli con noi stessi? Per pensare meglio?


Nel film "Forrest Gump" il protagonista a un certo punto della sua vita cominciò a correre, e diventò tanto famoso che alcuni giornalisti andarono ad intervistarlo:
<< Perché corre? Lo fa per la pace nel mondo?
Lo fa per i senza tetto? Corre per i diritti delle donne? Per aiutare l’ambiente? Per una campagna a favore degli animali? Perché fa questo? >>


La risposta di Forrest Gump fu disarmante:
<< Avevo solo voglia di correre! >>

Però ritengo anche giusto invitarvi a riflettere sul fatto che l’inventore dello Jogging, Jimmy Fixx, che ha scritto tanti libri sull'argomento e su come questa pratica aiuti ad allungare la vita, è morto per un attacco cardiaco a soli 48 anni.

LA NAPOLI CHE FU’ (12)


Il Dialetto Napoletano ha mille sfumature. Abbiamo preso in considerazione la parola “Testa” in Dialetto Napoletano: “Capa”

Ci stavamo soffermando sul significato di tenere “A Capa Fresca”, cioè, “ non avere pensieri, non avere preoccupazioni…”

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Lo diceva mio padre quando, nei primi anni 80 sentiva in televisione i primi ecologisti parlare di differenziare la spazzatura. Secondo lui non tenevano niente a cui pensare d'importante, e quindi tenevano: “A Capa Fresca”. 



Quando, al contrario una persona ha troppi pensieri, secondo il dialetto Napoletano tiene:
  " A capa ca ce volle!” (la testa in ebollizione).

Tenere “A Capa Sciaqua” significa invece avere la testa sciacquata, ripulita da ogni materia grigia. Una persona sciocca che, non possedendo neuroni celebrali, non può ragionare su nulla. Un emerito cretino! 

Questa locuzione ha qualcosa a che vedere col “Lavaggio del cervello”, tipo guerra fredda o film sullo spionaggio.

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Una altra espressione interessante è riferita alla persona che ha:
“A capa sulo pe spartere ‘e rrecchie” ( La testa solo per dividere le orecchie).

Significa che la testa dell'individuo non funziona, è un orpello estetico, ha il solo scopo di dividere le due orecchie in maniera da sentire in stereofonia.
Dentro non c'è nulla, vuoto cosmico. Insomma si applica ad una persona veramente stupida.

Per chi ama le storie della Napoli che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/04/la-napoli-che-fu-11.html

venerdì 12 maggio 2017

BRICIOLE DI VACANZE (9)


Anche una Chef-Blogger, ha diritto a qualche giorno di vacanza. Ha chiesto e preteso un giorno settimanale di contatto con la natura. Intorno a noi ci sono molti borghi interessanti e, qualche laghetto affascinante da vivere, ma a circa un ora da noi c’è anche ROMA, che non è sola resti archeologici e chiese. A volte camminando per la città puoi farci incontri inaspettati:



Naturalmente la Chef appena ritornata a casa, avendo trovato nuove ispirazioni, ha ripreso a cucinare:

RIGATONI IN TORTA:


Di seguito alcune fasi della preparazione:




Ed eccovi il link che tanto desiderate:

giovedì 11 maggio 2017

LA SALERNO CHE FU’ (107)


Io non ho vissuto l’età del fascismo e la conseguente guerra, ma mi sono informato molto sull'epoca. Naturalmente quello che succedeva nella Salerno che fu, all'epoca del fascismo, succedeva nell'Italia intera.

In quegli anni i figli maschi, dopo la scuola, raggiungevano il padre sul lavoro. Era un’usanza tollerata anche negli uffici comunali perché ammantata da principi morali.

I bambini non dovevano stare in casa a infastidire le madri che lavoravano, né andare a zonzo; Era bene che imparassero il mestiere paterno. 

Nella pratica i ragazzi finivano per lavorare sul serio e gratis: venivano mandati a fare commissioni, trasportavano i secchi di calcina se il padre era muratore, ripulivano la bottega, riempivano i misurini di granaglie in negozio, imparavano ad avvitare bulloni, a riparare le biciclette, a piallare. Prima dei dieci anni erano già eccellenti apprendisti e pochi di loro, avrebbero in seguito cambiato mestiere, se non quel tanto imposto loro dall'evoluzione tecnologica e sociale.



I piccoli carbonai di allora probabilmente avranno poi commerciato in elettrodomestici e bombole di gas. Quelli che impararono a  riparare le biciclette avranno messo su un’autofficina. I venditori di granaglie potrebbero essere stati in seguito padroni di un supermarket. I garzoni di falegname avranno venduto cucine di laminato plastico. Alcuni figli dei burocrati municipali forse ne hanno poi ereditato il posto, spesso il medesimo ufficio. 

E solo ai nostri giorni che i giovani non sanno realmente che lavoro fare.

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.com/2017/05/la-salerno-che-fu-106.html