Salerno di notte

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SALERNO SENSACIONAL

martedì 6 giugno 2017

LA SALERNO CHE FU (111)


Mio Padre se ne è andato solo da qualche anno! Come quasi sempre capita, negli ultimi anni della sua vita, siamo riusciti a recuperare un normale rapporto. Col passare del tempo e la vecchiaia, dicono che capita a molti, sembrava molto più tranquillo che da giovane.  

Anche i ricordi di episodi che una volta mi portavano ad avere un poco di risentimento si sono attenuati. Riesco a ricordarli  ancora ma in una luce diversa.

Il carattere era sicuramente difficile! Ma lo sapeva anche lui. Ricordo che quando stava arrabbiato ripeteva spesso di lasciarlo stare perché lui era pazzo. Non lo so se era un suo modo di dire o ci credesse veramente. Altre volte diceva di lasciarlo stare in pace perché quando stava nervoso:
 << Sto i e a segg e num me trov”!  >> 
(Sono da solo con una sedia e non mi trovo, non sto bene!)

Sempre rimanendo nel suo modo di essere incoraggiante e formativo con i suoi figli, ricordo
qualcosa che ripeteva in continuazione a mio fratello Lino! Lui da ragazzino era molto vivace e soprattutto chiacchierone. Quando mio padre si scocciava di sentirlo gli diceva:
<<Nu sai nient, nu si nisciun e stai semp miezz! >> 
( Non sai niente, non sei nessuno e stai sempre a parlare! )

Quando, secondo lui, qualcuno non stava ragionando correttamente, aveva anche questo coraggio, giudicare gli altri se ragionavano bene o no, usava spesso questa espressione:
<< Tu si cretin e mo te spieg io o’ pecchè! >>  
(Tu sei cretino e io adesso ti spiego perché lo sei!)



E cominciava un suo astruso e personale ragionamento. Se l’interlocutore si arrendeva e se ne stava zitto, dopo qualche minuto, può darsi, finiva la sua arringa. Se invece si permetteva di difendere il suo modo di vedere la cosa in questione, mio Padre normalmente, non avendo altri argomenti con cui controbattere, alzava la voce e lo riempiva di parolacce irripetibili. 

Una volta si mise a parlare delle trasfusioni di sangue. Mio Padre assolutamente a favore, io conoscendo anche i rischi delle trasfusioni, nettamente contrario. 
Ad un certo punto affermò convinto:
<< Tu sei cretino e adesso ti dico il perché! Ogni qualvolta qualcuno perde anche una sola goccia di sangue, c’è bisogno che un’altra persona gli dia questa goccia che ha perso! >>

<< Papà! Ma ragiona! >> Gli risposi. 
<< Se una persona perde una goccia di sangue e ha bisogno di un’altra persona per riaverla, poi a sua volta questa persona che l’ha donata, ha bisogno di un altro  per riaverla e così all'infinito... Praticamente se una persona perde una goccia di sangue verrebbe coinvolta tutta l’umanità!  >>

Mio Padre mi guardò disgustato e mi sommerse di parolacce!

Per chi ama le storie della Salerno che fu:
http://rideresalerno.blogspot.it/2017/05/la-salerno-che-fu-108.html

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